Ci sono prove documentali che nel territorio vicentino si producono vini di grande interesse: questa è del 1754 e chi ne scrive è un Accademico Olimpico, Aureliano Acanti che, in un suo “ditirambo”, antica forma lirica, intitolato “Il Rocolo” produce una vera e propria “guida ai vini vicentini”
Sentite : “ Non v’è niun’ altra provincia che tante specie, e sì varie, e sì differenti, e sì delicate, di vini produce, quanti ne produce la nostra”
E questo testo ci permette di avere la più precisa storia enologica di una zona: se ne riportano le denominazioni, se ne citano i vitigni che allora si coltivavano nelle nostre zone, si segnalano le migliori aree produttive e ci informa, perfino, dei gusti e delle preferenze dei consumatori di un tempo. Ma non è eccezionale il fatto che parlare dei vini d'Italia significhi, prima di tutto, intraprendere un lungo viaggio, pieno di storia, cultura, millenarie tradizioni, come non si trova in nessun altro paese al mondo. Del resto gli antichi Greci chiamavano la nostra terra “ Enotria“ vale a dire il “paese delle viti sostenute da pali”.
L’enologia italiana (e con essa anche quella vicentina) è stata protagonista, negli ultimi trent’anni di una vera e propria rivoluzione, favorita in parte dal drastico cambiamento del consumo del vino ed in parte da una sempre più crescente competitività, passando così da una produzione caratterizzata da forti quantità ad una produzione di qualità.
Il vigneto è elemento antico e costante del paesaggio vicentino ed ha pertanto una storia ben definita nei suoi prodotti di qualità che interpreta in modo moderno e brillante una gloriosa tradizione. E’ peculiare, infatti, il privilegiare le caratteristiche di unicità e di tipicità delle varie zone vinicole che il tempo ha saputo delimitare ed affinare.
Strane, ma perfettamente comprensibili, appaiono alcune particolarità della produzione vicentina del vino. Terza a livello regionale per produzione, ha, anch’essa, una spiccata vocazione alla esportazione del proprio prodotto: circa il 75% del prodotto veneto viene venduto all’estero, contro circa il 60% della produzione nazionale. Insomma : “Nemo propheta in patria”, verrebbe da dire.
E’, l’insieme vicentino, un territorio che si stende dalla bassa pianura confinante con il veronese fino alle propaggini dell’altopiano di Asiago in un paesaggio agrario molto vissuto, con questa costola centrale dei Colli Berici. Questo paesaggio rurale, intervallato dalla lieve eleganza di ville che si inseriscono nel paesaggio con signorile presenza, si porta seco una incredibile tradizione che, da uno sviluppo durato secoli senza vincoli specifici ( come dicevo si privilegiava la quantità, rispetto alla qualità), ha saputo, con un lungo e sofferto processo di elevazione della qualità e di tutela delle zone vitivinicole raggiungere vertici di qualità e di consenso dei consumatori.
Sono ben sei le zone di produzione di qualità, le D.O.C. Vicenza.
Vediamole una ad una.
LESSINI DURELLO
Così scrisse un amante di queste terre, Fernando Zampiva, alcuni anni or sono: “L’area del Durello comprende, nella sua vasta estensione territoriale cinque vallate che digradano a pettine dalle montagne trentine verso la pianura veneta. La Val d’Illasi, la Val d’Alpone e la Valle del Chiampo appartengono alla Lessinia Orientale, la Val d’Agno e la Val Leogra al gruppo delle Piccole Dolomiti. Le prime due sono in provincia di Verona, le altre in quella di Vicenza.” Province dal carattere forte e diverso, ma con lo stesso amore per la terra. L’area del Durello presenta terreni collinari e di bassa montagna dalla natura varia, anche se, geologicamente, i suoli hanno origine vulcanica con notevole quantità di detriti basaltici.
Cosa sia successo in zona, circa cinquanta milioni di anni or sono, appare evidente dai fossili che a Bolca compongono un museo unico al mondo. Eruzioni vulcaniche sottomarine sconvolsero questo angolo di pace, esuberante di flora e di fauna e nel magma incandescente finirono migliaia di animali e vegetali. La lunga sedimentazione dell’acqua stagnante ha permesso di ottenere una conservazione dei pesci che non ha eguali.
Tornando a noi si deve affermare che il clima, temperato umido, con estati calde, ha permesso lo sviluppo di quest'uva, la Durella dalla storia pluricentenaria dato che deriva dalla bianca “Durasena” citata fin dal 1292.
La zona di produzione è, per la quasi totalità, in alta collina, su terreni, come dicevamo, prevalentemente calcarei-argillosi. Questo ambiente particolare fa emergere il carattere principale di questo vino, la sua spiccata acidità e ne fa scaturire una fisionomia asciutta e persistente, ideale condizione per la produzione di uno spumante. Su questa linea operano i produttori, sia con il Metodo Classico che con quello Charmat, lasciando maturare sui lieviti per tempi sostanziosi, proprio per sfruttare il carattere articolato dell’uva. La Durella può accompagnarsi, per un 15% anche con Garganega, Chardonnay, Pinot Nero o Pinot Bianco, al fine di creare un armonico equilibrio.
E’ evidente che la acida vitalità del Durello si sposa con piatti di grande tradizione veneta: in primis il baccalà alla vicentina. Ma matrimoni d’amore si possono fare, per la sua vivace freschezza, con aperitivi e anche con il pesce d’acqua dolce e di mare, oltre che con piatti a base di verdure. Nella varietà tranquilla il Durello ben si abbina con piatti più difficili al gusto, quali le lumache e l’anguilla, anche per la sua capacità, da fermo, di far gustare meglio la propria personalità
La DOC è stata costituita nel 1987 ed interessa un terreno collinare di circa 86 ettari e ne conta circa 450 di vigneto specializzato nel Veronese con cui divide il disciplinare.. Vi sono 7 comuni Veronesi che appartengono alla zona e ben 19 quelli vicentini.
La produzione è tutelata dal
Conzorzio per la Tutela del Vino
LESSINI DURELLO D.O.C.
Piazza G. Marconi 4 – 37030 RONCA’ (Vr)
Vini DOC : Lessini Durello, Lessini Durello Superiore, Lessini Durello Spumante
GAMBELLARA
Troverete Gambellara allo sbocco della vallata del Chiampo, dove si intersecano i territori più periferici delle province di Vicenza e Verona. Il nome si riannoda all’epoca longobarda e, assieme alla vicina Montebello, completava il sistema difensivo del confine con Verona.
La zona di produzione, che confina ad ovest con quella del Soave, è da sempre votata alla produzione di uva garganega, ha terreno dotato di una naturale fertilità chimica, potassio e magnesio, che danno al frutto quella ricchezza di zuccheri e di sostanze aromatiche elementi caratterizzanti del vino.
Piccola DOC, solo poco più di mille ettari, ha produzione certificata dal disciplinare del 1970 che subì poi variazioni nel 1982 e nel successivo 1993.
E’ un piccolo paese, Gambellara, posto al centro di una cerchia di colline amene, coltivate a vigneto. La grande tradizione vitivinicola (si hanno documentazioni della produzione di vino fin dal 1600 ) si estende agli attigui comuni di Montebello Vicentino, Montorso Vicentino e Zermeghedo.
I vini di Gambellara vengono prodotti con prevalenza, come si è detto, di uva garganega, molto resistente agli attacchi dei parassiti, il che le permette di raggiungere la maturazione in perfette condizioni per l’impiego.
Si adatta agevolmente all’appassimento, il che permette di ottenere vini dolci di rilievo (il Recioto) ed anche, unico esempio nel Veneto, Vin Santo di grande tradizione e qualità, che sta avendo un rilevante rilancio di produzione. Vino che “tiene” oltre 50 anni, è un vino superbo, un vero gioiello enologico, che ha tecniche colturali, di appassimento, di piagiatura ed affinamento tipiche della secolare tradizione di Gambellara.
Ed è proprio il Recioto uno dei fiori all’occhiello della produzione DOC Gambellara, ottenibile sia nella versione tranquilla sia in quella spumante, data la peculiarità della tecnica di vinificazione che prevede, in primo luogo, una accurata selezione delle uve nel vigneto ed un successivo appassimento dei grappoli o in plateau o appesi sotto forma dei caratteristici “picaj” in locali ben arieggiati.
Molto attivo è il “Consorzio tutela vini DOC Gambellara” nato nel 1970, ora con oltre 400 soci con 24 produttori autonomi. Compito basilare di questo Consorzio è garantire l’origine e controllare con scrupolo le peculiarità dei vini, seguendo i produttori fin dalla fase d’impianto del vigneto.
La valorizzazione del Gambellara Doc si estende anche alla versione “classico”, che meglio identifica il vino che proviene da selezionate uve delle zone collinari di Gambellara e dei comuni contermini sulla vallata del Chiampo e dei Monti Lessini.
Consorzio Tutela Vini Doc Gambellara
Piazza Papa Giovanni XXIII
Gambellara ( Vi)
Tel e fax 0444 444183
Vini DOC : Gambellara, Gambellara Classico, Gambellara Recioto, Gambellara Recioto Classico, Gambellara Vin Santo, Gambellara Vin Santo Classico
COLLI BERICI
Non potrete non vedere la raffinata eleganza dei Colli Berici fin dal loro inizio, a Vicenza.
Se volete salire al Santuario di Monte Berico e godere della stupenda bellezza dei lavori del Veronese, potete superare l’Arco delle Scalette, piccola, elegantissima, opera del Palladio. Poco dopo resterete ammaliati dalla bellezza della “Rotonda”, la Villa Almerigo Capra, ora Valmarana, stupendo cubo con quattro prospetti eguali, un belvedere aperto sulla pianura
Questo è il pensiero sul territorio di un grande della cultura vicentina, Renato Cevese:
“..vi si stanziarono gli uomini primitivi, quando i Monti Berici erano ricoperti di foreste nei pendii più ripidi, come nei pianori distesi.. Da oltre mille anni l’uomo coltivò vasti tratti in piano ed in monte ed i potenti vi costruirono castelli, torri di avvistamento, monasteri. Nei secoli si costruirono chiese e ville, piccole e grandi, testimonianze di pietà religiosa, le prime e di ricchezza e di arte le seconde. Di ricchezza perché le ville erano costruite se un fondo terriero lo richiedeva e lo consentiva”
Non è molto lungo questo insieme collinare; sono circa 20 chilometri ed è un parallelogramma di non più di 200 chilometri quadrati, con due valli che lo incidono: la Val Liona e il sistema delle valli di Fimon.
Antiche palafitte del lago di Fimon testimoniano la presenza dell’uomo fin da tremila anni prima della nascita di Cristo e della stessa età sono le prime presenza di uva, come raccontano i numerosi resti di vinaccioli di “Vitis Silvestris” rinvenuti.
La Serenissima dedicò particolare attenzione a questi territori, considerati ottimi sostitutivi di quanto da Candia non veniva più, in materia di vino, e la Chiesa ne aveva capito la grande importanza: il Vescovo di Vicenza, proprietario dei terreni a Barbarano, stabiliva i tempi della vendemmia e di lavorazione in forma esclusiva, cosicché i contadini, nel tempo più idoneo, non si distraessero a curare le proprie vigne.
La qualità vitivinicola dei Colli Berici è fuori discussione: intere generazioni di vignaioli si tramandano con gelosa cura una ricchezza che non è comune.
I Colli Berici hanno circa 40.000 ettari coltivati, dei quali circa 3.000 sono a viticoltura. E’ in atto una grande trasformazione da parte dei produttori dei vigneti, seguita al gelo del 1985 ed alla flavescenza dorata che li decimò. Le varietà più note sono i Cabernet i Merlot ed i Pinot ed è ormai definito un adeguamento delle strutture di cantina e di vigne alla moderna vitivinicoltura. E’ in corso una lotta guidata per i residui dei fitofarmaci e si stanno seguendo le nuove acquisizioni fisiologiche della pianta. Si sta facendo, ed è un lavoro di enorme importanza, la zonazione per definire dove alcune varietà esprimono caratteristiche più accentuate.
Il Consorzio Tutela Vini DOC Colli Berici può contare su 50 soci, con due Cantine Sociali, quella dei Colli Berici e quella dei Colli Vicentini, il che porta ad un insieme di circa 500 produttori. l’insieme di queste due cantine sociali le rende le più grandi d’Europa. Quantità rilevanti di vino vengono prodotte: attorno ai 500 mila quintali, di cui circa il 70% sono vini bianchi, prodotti con presse pneumatiche e refrigerati. La DOC è arrivata nel 1973 ed ha avuto rivisitazioni nel 1993.
Pietra preziosa della produzione enologica berica è il Tai Rosso, nelle due qualità: il Tai Rosso di Barbarano ed il Tai Rosso. Il primo si distingue per la provenienza delle sue uve in una ristretta zona collinare, ben delimitata, quella di più antica tradizione di produzione, nel comune di Barbarano e limitrofi. Ne deriva una più accentuata fragranza floreale, una maggiore alcolicità e struttura.
Il vitigno del Tai Rosso ha una storia antica : nel ‘300 i Vescovi di Barbarano portarono dalla Francia le barbatelle di “grenache” o del Canonau che hanno la medesima radice , presenti anche in Spagna, come lo suggerisce il nome “Garnacha”. Del resto si trova Grenache nel delfinato, Granaxa d’Aragona, Canonazo di Sicilia e visto che la Sardegna fu dominata dagli Spagnoli….Ai primi del secolo, nei nostri Colli, ancora si parlava dell’uva dei Vescovi.
Produce un vino dal caratteristico ed inconfondibile color rosso rubino brillante (viene vinificato con poca macerazione sulle bucce al fine di poterne preservare la freschezza), ha profumo vinoso tendente al delicato, con sentore di mora, violetta, vaniglia. Ha un sapore asciutto, senza eccessi, gradevolmente amarognolo ed una buona armonia di freschezza e tanninicità.
Vino da accompagno ai piatti della tradizione vicentina, salumi, risotti, coniglio alla veneta, formaggi di piena freschezza, mostra di poter essere gustato anche con il piatto principe della gastronomia vicentina: il baccalà. L’elevata acidità è risolvente nel rapporto con la dolce “untuosità” del piatto, in un matrimonio felice.
Matura nelle terre delle splendide ville palladiane e porta, nella elegante semplicità, tutta la dignità di un prodotto che ha secoli di storia sulle spalle.
Consorzio Tutela Vini
COLLI BERICI D.O.C.
Via Ca’ Dolfina, 40
36020 Ponte di Barbarano
tel e fax 0444.896598
VIni DOC : Tai rosso di Barbarano o Barbarano, Tai rosso, Merlot, Sauvignon, Garganego, Pinot bianco, Cabernet, Tocai italico, Chardonnay, Spumante
BREGANZE
E’ un proscenio stupendo quello che appare quando si guarda verso l’Altipiano dalla pianura. Fra i fiumi Astico ed il Brenta, cioè fra Thiene ad Ovest e Bassano del Grappa ad Est, si ha Breganze nel centro di questo territorio e, a poca distanza, Marostica, cinta dalle mura, un vero gioiello incastonato nel verde. Dietro, ad inerpicarsi verso il più vasto altopiano d’Europa, si vedono piccoli centri, agglomerati di case, campanili svettanti che, sempre nel verde, rimandano a luoghi di pace, di serenità, di intima suggestione.
Ha mantenuto, il paesaggio, la bella costruzione agricola, anche se, dovunque, un insieme di piccole attività artigianali spezza la dolcezza di questa pianura che lambisce i colli.
Tra questi piccoli rilievi potrete notare zone a vigneto, eleganti nella costruzione, che hanno trovato qui condizioni di clima, di terreno e di capacità professionali tali da offrire risultati di tutto rispetto.
Piccola DOC quella di “Breganze”, nata nel 1969, anche nel panorama veneto, con una produzione complessiva attorno ai 45 mila ettolitri ma che affonda le sue radici in una cultura pluricentenaria che ha, da sempre, sostenuto anche i vitigni autoctoni, difendendo le “diversità” come non è comune altrove. D’altra parte anche i vitigni di importazione hanno trovato qui un’acclimatazione perfetta, il che permette di avere risultati sia in purezza che in uvaggio, di grande importanza. Così i Pinot, Grigio, Nero, Bianco, così il Tocai, così il Riesling Italico, così il Sauvignon, il Merlot ed il Cabernet Franc e quello Sauvignon danno qui il meglio, per l’insieme di terreni idonei, clima adatto e intervento preciso dell’uomo.
Le viti sono coltivate in tutta la fascia collinare, su terreni vulcanici, morenici e tufici, dove appare anche l’olivo e dove le pendici del terreno costringono le uve ad una sobrietà di vegetazione che dona importanza alle uve prodotte. Quelle coltivate nella circostante pianura godono del passato geologico del territorio: la presenza di larga quantità di ghiaia bianca permette il riverbero del sole donando una qualità eccellente alle uve.
La DOC è gestita, come vuole una ormai consolidata prassi, da un Consorzio di Tutela al quale aderiscono i soci : di particolare importanza, fra questi, la Cantina Beato Bartolomeo da Breganze, una istituzione, anche per la quantità di vino DOC prodotto (oltre il 90%), cantina alla quale conferiscono le proprie uve oltre 1.300 soci con quantità rilevanti ( oltre 85 mila quintali).
La caratteristica principale di questo insieme di coltivatori la si vede nel prodotto : hanno vini che sono naturalmente dotati di forza, corpo, rotondità che si sposano con una finezza tale da renderli ideali co-interpreti di un pranzo.
Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze
Via Roma 100
36042 Breganze (Vi)
tel e fax 0445.300595
e-mail consorziodocbreganze@libero.it
Vini DOC
Breganze Marzemino,
Breganze Bianco,
Breganze Vespaiolo
Breganze Pinot Grigio
Breganze Pinot Bianco
Breganze Chardonnay
Breganze Sauvignon
Breganze Torcolato
Breganze Rosso
Breganze Cabernet Sauvignon
Breganze Cabernet
Breganze Pinot Nero
ARCOLE
E’ viva una unità territoriale in questa zona che lambisce i Colli Berici nella zona al confine del veronese, e si estende, nelle nostre terre, nei comuni di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano e Sossano, per circa 1.000 ettari. Ma, ove si consideri l’insieme, la zona DOC di Arcole, nel veronese, è veramente importante. Il tutto si esprime in 3.500 ettari di vigneto, in oltre 1500 imprese viticole, in 21 amministrazioni comunali interessate, sicché questa realtà ha solo da poco tempo preso coscienza della sua dimensione e della sua già indiscussa presenza sul mercato.
Questo territorio pianeggiante, “dalla intensa fluvialità” dicono i testi sacri, ha una stratificazione di terreno che, a causa delle costanti sedimentazioni e stratificazioni determina oggi un drenaggio importante, che ha alimentato e favorito, fin dall’antichità, la coltivazione della vite.
Coltivata, la vite, in epoca romana ebbe un nuovo impulso, in questo Est veronese, nel Medioevo. Il vino, nella religione cristiana, ha avuto un ruolo centrale e la sua diffusione fu certamente facilitata dall’insieme fluviale della zona. Iniziò anche, in epoca benedettina, un grande bonifica e le Pievi istituite divennero grandi centri di produzione di vino.
Si ricorda, fra le Pievi, l’Abbazia di Villanova che ebbe vigneti di grande dimensione, come il Monastero di Lepia di Lavagno.
Importante sono state, in epoca a noi più vicina, le imponenti opere idrauliche fatte dalla Serenissima, che hanno bonificato terreni e definitivamente risolto il problema delle inondazioni dell’Adige.
Si deve considerare moderna la viticoltura del territorio, che ha, fra l’altro, un clima di tipo continentale relativamente omogeneo.
Il rapporto ceppi/ettaro è di elevato valore ( 4.000 – 5.000 in media) e la meccanizzazione è resa possibile dai moderni impianti.
Così le potature, le concimazioni, le gestioni de suolo, le irrigazioni, sono meccanizzate in modo rilevante, il che permette, in questa Regione che ha grandi vigneti di avere un sistema produttivo che esalta le qualità del prodotto.
Così la D.O.C. Arcole, che ha nella cooperazione dei produttori il su punto di forza, ha già ottenuto lusinghieri successi in questa linea strategica regionale, sostenuta dal Consorzio di Tutela Vino Arcole DOC, che esalta il rapporto produzione-territorio, facendone conoscere le peculiarità e le particolarità.
Non ultima finalità, in questo mondo nel quale sempre più la “globalizzazione” sta diffondendosi in modo abnorme, è la difesa di tutte le produzioni locali che rappresentano anche un giacimento non solo produttivo ma anche culturale.
In questa considerazione si deve affermare che la breve vita della DOC Arcole ( è nata nel 2000) è stata tutta spesa nel raccogliere un grande patrimonio di storia nel settore della viticoltura ed ha già qualificato, in modo permanente, questa vocazione fino ad allora inespressa, con un vivace e proficuo confronto con zone di più antica tradizione vitivinicola.
Consorzio Tutela Vini Arcole DOC
Viacolo Mattielli, 11
37038 SOAVE ( VR)
tel 045 7681578
fax 045 6190306
e-mail
consorzio@arcoledoc.comVini DOC
Arcole Pinot Bianco
Arcole Chardonnay
Arcole Chardonnay frizzante
Arcole Pinot Grigio
Arcole Garganega
Arcole Bianco
Arcole Bianco Spumante
Arcole Merlot
Arcole Cabernet Sauvignon
Arcole Cabernet
Arcole Rosso Riserva
Arcole Rosso
Arcole Novello
VICENZAE' questa la sesta DOC vicentina ed è iniziativa di notevole interesse.
Terra naturalmente vocata al vino ha nel Consorzio Volontario per la Tutela dei Vini "Vicenza" a Denominazione d'Origine Controllata la possibilità di valorizzare e tutelare quei valori legati ai vini Doc di quest'area.
Dall'area berica alla pedemontana si può così seguire, controllare e garantire al consumatore la qualità di un prodotto che è anche immediatamente riconoscibile per gli standard qualitativi.
I vini prodotti dagli aderenti, quattro grandi, Cantine, dei Colli Berici, quella Sociale dei Colli Vicentini, quella Sociale di Gambellara, quella Sociale Beato Bartolomeo di Breganze Applicano severe disposizioni del Consorzio per la produzione di vino protetto, salvaguardato, frutto di una sapiente tradizione. E' una prova tangibile di quella sinergia che sempre più va affermandosi come carta vincente.
Rilevante la produzione di vini bianchi, rossi e spumanti, fino al Vino Passito di raffinata eleganza, tra i più nobili vini della vicentinità.