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Ciliegia di Marostica IGP
Marostica e lo scenario circostante a primavera imbianca: lievi batuffoli bianchi punteggiano la costa ed i campi ed è risveglio dell’animo. I ciliegi sono in fiore e raramente la natura si mostra più generosa ed aulente.. Una fascia del Vicentino, quella che partendo da Bassano va a Marostica a Breganze, passando per Mason, Pienezze e Molvena, produce ciliegie che sono note in campo nazionale. E’ sconosciuta la provenienza del nome di questa pianta (forse viene da Cerosonte, città dell’Asia Minore o da un vocabolo iraniano), ma è docile perché si accontenta delle zone temperate del mondo e ce n’è una varietà “acida” che si spinge fin nelle zone fredde della Siberia. Disturba poco tutti: è ermafrodita (i fiori contengono sia gli stami sia i pistilli, come dire maschio e femmina) ma per fecondarsi non basta il proprio polline, ci vuole quello di fiori di varietà diverse, neanche della stessa varietà. I contadini, quando non potevano farne a meno, nel passato ricorrevano ad un metodo di fecondazione artificiale ingegnoso: mettevano in vicinanza delle piante rami fioriti di varietà diverse, tenuti immersi in un recipiente pieno d’acqua. Insomma mandavano loro dei fiori, come ogni innamorato che si rispetti… Risale alla prima metà del ‘400 un documento che testimonia della produzione della ciliegia nella celebre città della partita a scacchi. E le varietà di Marostica sono ora la Sandra precoce dal nome del primo contadino che fece l’innesto, (Alessandro Bertolli, negli anni ’30), la medio-precoce Roana e Durone Romana, le tardive Milanese, Durone Rossa e poi la Morettina, la Bigarreau che resiste bene alla pioggia. Nel tempo andato c’era il Durone di Ciappa (niente paura, prendeva il nome dal Ponte di Ciappa) ed anche la “Pissona” le cui proprietà diuretiche erano note! La cerasicoltura del Marosticense che comprende i Comuni di Salcedo, Fara Vicentino, Breganze, Mason, Molvena, Pianezze, Marostica e Bassano, colloca la provincia di Vicenza al secondo posto nel Veneto per la coltivazione di questo frutto. Il Veneto è, a sua volta, il terzo in Italia, con una percentuale del 15%, dietro la Puglia e la Campania. Le qualità coltivate a Marostica sono oltre 15 per una superficie di circa 450 ettari. I dati più recenti riferiscono di una produzione che si avvicina ai 6.000 quintali, dei quali oltre il 25% sono conferiti al Consorzio Cooperativo Ortofrutticolo di Mason Vicentino. Il Consorzio per la Ciliegia di Marostica ha ottenuto, nel 2001 il marchio comunitario IGP (Indicazione Geografica Protetta). Delle virtù della ciliegia ne parla Senni, docente d’Agraria all’Università di Tuscia che spiega come il frutto sia, naturalmente “no global” per la sua stessa natura, in quanto si deve attendere la maturazione sulla pianta prima di raccoglierlo ed ha vita breve: una larga percentuale si ferma nei mercati locali. Belle, buone ed anche terapeutiche. Studi recenti effettuati alla Michigan State University sostengono che le ciliegie proteggono il cuore ed hanno effetti antidolorifici, grazie agli antociani, sali presenti in grande quantità nel frutto maturo; sarebbero inoltre preziose nella riduzione dell’ipertensione e nel favorire la diuresi. In più ha pochissime calorie: solo 38 per 100 grammi e non ha colesterolo Del resto la scuola Medica salernitana (così riferisce il Tanara nel suo ”L’Economia del cittadino in Villa” del 1658) dichiara: “ Le cerase mangiate fan gran doni, E purgano lo stomaco, e il lor nocciolo Rompe la pietra e genera buon sangue.” Così dalla seconda metà di maggio inizia, a Pianezze San Lorenzo, con la manifestazione della ciliegia, l’estate con questo frutto dolce, zuccherino, tentatore. Perché vi era una canzone che diceva: “ Quando di maggio le ciliegie son mature / oh com’è bello fare all’amor”….
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