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Una terra ricca di tradizioni, qual è il Vicentino, non può ignorare la propria storia, anche nei dolci. La base culturale contadina, quella delle famiglie, la facilità dei sapori si ritrova in questi piccoli dolci, che sono, sostanzialmente, l’espressione di un ricco patrimonio gastronomico di grande semplicità, tramandato di generazione in generazione.
Quasi tutti questi dolcetti biscottati erano stati trascurati dal “nuovo” che apparve in cucina nella seconda metà del secolo scorso, con l’integrazione della donna nel mondo del lavoro: si stavano per perdere questi elementi di un patrimonio familiare che aveva accompagnato intere generazioni.
In questo si deve riconoscere alla ristorazione ed all’industria del settore il salvataggio effettuato, con tutte le variabili che ciò ha comportato. Ma ci siamo ritrovati, in tavola, questi pandoli, quelle trecce di Thiene, quei “maccafame” che avevano dato piacere ad intere generazioni. Ed il recupero, privo com’era per la maggior parte di codificazioni scritte, si è avvalso della tradizione orale da suocera a nuora, da madre a figlia, il che ha permesso di non disperdere gli autentici valori culturali di questi importanti elementi d’identità, strettamente legati alla cultura locale, alle feste, alle tradizioni.
Così i biscotti sono tornati a vivere, si è trovato il gusto di questi piccoli pezzi di pane addolcito, si è ritrovata la fugassa, il bussolà, la fregolota, i bigarani de Rossan, i pandoli di Schio ed i pandoloni di Malo, i pevarini in un tripudio di semplicità e di bontà. Perché, come scrisse il Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, il Conte Capnist, c’è, nel dolce casalingo, qualcosa di discreto e di paziente amore per la famiglia, per la casa, c’è la ricerca di una piccola soddisfazione, che rallegra i bambini, che tende a ricordare un certo benessere…
D’altronde il dolce, anche se non può affondare le sue radici molto indietro nel tempo (fino all’800 lo zucchero aveva costi che ne impedivano la grande diffusione) era visto come una gratificazione, un piccolo dono ed era, comunque, ingentilito dalla personale abilità della cuoca.
Così a Schio si andava orgogliosi di quei pandoli un poco gonfi, allungati, dalla pasta consistente e profumata, dolce di grandissima semplicità che ha assunto, per traslato nella dizione popolare, l’immagine del sempliciotto, dell’imbranato!
A Bassano si gustavano i forti, biscotti scuri e croccanti, adatti da immergere nella cioccolata, perciò di grande importanza.
A Thiene la treccia d’oro nasce nel 1920, come rielaborazione del “Kranz”, che Edoardo Romano Signorin conobbe durante il suo soggiorno viennese. Mise a frutto le conoscenze assieme al fratello Ezio ed ottenne un grande successo non solo con la clientela locale ma anche con le ricche famiglie padovane che passavano da Thiene per raggiungere l’Altopiano d’Asiago e Folgaria e che si fecero, così, cassa di risonanza.
Sull’Altopiano d’Asiago è da quasi un secolo, che l’Ofelleria Carli ha aperto i battenti. Sono loro i depositari di una ciambella, la torta Ortigara che accompagna la golosità dei turisti da oltre ottant’anni. Messa a punto nel 1920 è un dolce che “tiene” anche per un mese e che è adatto ad essere inzuppato.
Ai confini con il Veronese, a Lonigo, il mandorlato ha trovato il suo sviluppo e fama: contende alla vicina Cologna il merito di trarre da mandorle, miele ed albume un insieme che si identifica con il Natale, la famiglia, l’inverno..
Dolci semplici, come si diceva, da accompagnare con un bicchiere di Vin Santo o di Torcolato, espressione della ospitalità e della tradizione popolare. Sono da preservare perché ci narrano del nostro passato condiviso, delle nostre matrici, delle stupende sensazioni che avevamo da bimbi.

Gli itinerari
LA STRADA DELLA SOPRESSA LA STRADA DELLA SOPRESSA
Itinerario Schio – Posina
Distanza 30km
GRAPPA, CILIEGIE E  GRANDI VINI GRAPPA, CILIEGIE E GRANDI VINI
Itinerario Bassano del Grappa – Thiene
Distanza 24km
DOLCI COLLINE, TRA OLIO E VINI DI PREGIO DOLCI COLLINE, TRA OLIO E VINI DI PREGIO
Itinerario Vicenza – Colli Berici
Distanza 26km
L’ALTOPIANO DEL FORMAGGIO E  DELLA BUONA TAVOLA L’ALTOPIANO DEL FORMAGGIO E DELLA BUONA TAVOLA
Itinerario Altopiano di Asiago e dei Sette Comuni
Distanza 29km

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